sabato 22 aprile 2017

La verità sui vaccini: l'Inquisizione è tornata


Non c'è dubbio che ormai siamo in guerra. No, non sto alludendo allo scenario politico internazionale, alla minaccia atomica del dittatorello nordcoreano o alla guerra dell'Isis agli "infedeli". Sto parlando di una guerra più silenziosa, non ufficiale, una guerra "fredda" ma evidente da che il più scottante tema medico di tutti i tempi, le vaccinazioni coi loro risvolti  politico- istituzionali, ha delineato due acerrime fazioni: quella di chi vorrebbe trasparenza, obiettività e completezza di informazione su un tema particolarmente controverso e l'altra di chi vorrebbe imporre una pratica generalizzata in nome di una presunta oggettività scientifica e che per questo non accetta per principio discussioni in merito.

Non a caso infatti ho detto "tema particolarmente controverso", e non "dibattuto", perchè in effetti è evidente la mancanza di un dibattito, come sarebbe logico aspettarsi in casi del genere per un'ovvia questione di par condicio: tutti i media principali, senza eccezione, nella loro sfacciata faziosità sono sintonizzati sullo stesso monologo tenuto da chi ha il potere di controllare l'informazione. Niente contraddittorio dunque. Perchè? Ma è ovvio: perchè la scienza non si discute e chi non ha competenza non ha diritto di parlare, giusto? "La scienza non è democratica" è il nuovo slogan che ormai viene ripetuto come un mantra da che infuria la polemica.

Sono personalmente molto indignato e nauseato per quella che si presenta senza dubbio come una grave scorrettezza, una vera prevaricazione degna di un regime totalitario e una solenne presa in giro del pubblico in generale, perciò la notizia della messa in rete proprio in questi giorni di una eccezionale serie americana di documentari di controinformazione sulle vaccinazioni, "The Truth About Vaccines" (La verità sui vaccini) - che capita evidentemente proprio a fagiolo durante la bufera mediatica sollevata dal convegno del deputato Zaccagnini, "Vaccini: l'altra verità", e quella suscitata dal programma "Report" sul vaccino contro il Papilloma virus - mi ha dato l'occasione e lo stimolo per dire la mia sull'infuocato tema.

Le persone ragionevoli e dotate di un minimo di cognizioni scintifiche lo hanno capito da sole, perciò non pretendo di aver scoperto l'America, ma certi concetti non è mai troppo ribadirli, e saperli presentare a chiunque accetti un confronto spassionato su questo tema è di importanza determinante.

La cosa che più mi dà fastidio in questa faccenda è far passare chiunque abbia da obiettare sui vaccini per antiscientifico, oscurantista, retrogrado, ignorante, sprovveduto, disinformato, incosciente e chi più ne ha più ne metta. Insomma considerare eretico chiunque osi anche solo insinuare un dubbio su ciò che è convenzionalmente ritenuto vero e giusto e censurare qualunque forma di dissenso, qualunque ipotesi che metta in discussione i dogmi della scienza ufficiale, confermando in pieno ciò che affermava il dr. Robert Mendelsohn già negli anni '80 nel suo "Confessions of a Medical Heretic" (Confessioni di un medico eretico, non disponibile in italiano, n.d.r.) nell' equiparare la medicina  ufficiale a una religione, avendo, come ogni religione che si rispetti, i suoi dogmi su cui non è consentito discutere.

Infatti medici ed autorità istituzionali ad ogni insinuazione e in ogni occasione non fanno che ripetere automaticamente, immancabilmente che i vaccini sono necessari, sicuri e che le dicerìe che li riguardano sono chiacchiere da bar, bufale da internet: affermazioni rassicuranti dunque quanto può esserlo la risposta dell'oste a chi gli chiede se il suo vino è buono. Ma noi dovremmo crederci sulla parola come atto di fede ("Ipse dixit", come dicevano i Latini), altrimenti che religione sarebbe?

Quei farabutti, vigliacchi, collusi  non ci pensano due volte a tacciare di incompetenza e inattendibilità chiunque osi fare dichiarazioni contrarie al loro credo (senza peraltro fornire controprove), anche se quasi sempre si tratta di personaggi dello stesso mondo scientifico, liquidandoli come ciarlatani e stregoni e rivendicando la necessità di un contraddittorio... ma solo quando fa comodo loro ( eh già... "'Cca nisciuno è fesso!", come si dice a Napoli). Però stranamente nessuno trova da ridire quando la ministra della Sanità Lorenzin (e ora anche la Boldrini) si mette a perorare la pratica delle vaccinazioni e altre cose discutibili, pur sapendo che non è neppure laureata, come pure sulla scelta di personaggi pubblici che niente hanno a che fare con la scienza, come Mattarella e Renzi, a fare da testimonial per la campagna vaccinale con l'evidente scopo di dare ancora più autorevolezza al messaggio (evidentemente quando è in pericolo la credibilità di tutto un sistema anche i politici possono opportunamente assurgere al ruolo di "tuttologi").

Si parla sempre in nome della scienza, come se i medici e gli scienziati fuori dal coro che hanno il coraggio di sfidare le istituzioni fossero una insignificante minoranza o personaggi di serie B. Perciò, se questi medici e scienziati in quanto tali hanno evidentemente pari dignità dei loro colleghi favorevoli alla pratica in questione, come si può stabilire a priori che la ragione sta tutta dalla parte di questi ultimi? Qui la scienza non c'entra perchè si tratta di un palese quanto inaccettabile atto di arroganza in piena regola che andrebbe denunciato.

Questo ci riporta così allo slogan "La scienza non è democratica, la scienza non si discute". Ebbene si tratta, per dirla alla Paolo Villaggio, di "una boiata pazzesca", un'affermazione indebita apparentemente ineccepibile e che per questo ha facile presa proprio su chi di scienza non capisce niente, ma da respingere categoricamente al mittente senza "se" e senza "ma".

Qui non è mica in discussione la concezione copernicana dell'universo, ma dati suscettibili di contraffazione e malinterpretazione, come pure gravi omissioni. Ogni scienziato dovrebbe infatti sapere che le uniche scienze esatte sono la matematica e la fisica, ergo tutto il resto sono teorie, più o meno fondate, accreditate quanto si vuole, ma pur sempre teorie e pertanto discutibili e mutevoli. Dovrebbe anche sapere che le certezze assolute in medicina si possono contare forse sulle dita di una mano sola, e fra queste di sicuro non ci sono le vaccinazioni. Del resto il semplice divampare di questa polemica senza precedenti ne è la prova flagrante: niente nasce dal nulla e nessuno ha secondi fini da raggiungere impugnando una causa così scomoda. Nessuno mette in discussione che la terra impieghi 365 giorni per compiere una rivoluzione attorno al sole, nè che sia questa a ruotare intorno all'astro luminoso, e non il contrario, mentre è normale dubitare e obiettare  quando si tratta di una materia molto complessa, dove c'è ancora molto da capire e così gravida di implicazioni, come appunto l'immunologia o la genetica.

In secondo luogo affermare che la scienza non si discute sottintende ingenuamente che tutte le conoscenze che grazie alla ricerca vengono alla luce corrispondano in tutto e per tutto a quanto viene poi ufficialmente divulgato, quando anche i sassi sanno che l'informazione pubblica è controllata,  manipolata, che la corruzione è ovunque e non vedo perchè le istituzioni sanitarie dovrebbero esserne immuni, tanto più che il settore della salute è in assoluto il più lucroso. E' da tempo risaputo, per esempio, che le case farmaceutiche nascondono i risultati negativi delle loro ricerche per rendere noti solo quelli favorevoli quando si tratta di promuovere un nuovo prodotto e sappiamo che non molti anni fa venne a galla lo scandalo delle compagnie del tabacco che avevano fatto pressione su ricercatori scientifici affinchè sdrammatizzassero pubblicamente sui pericoli del fumo.

C'è bisogno di aggiungere altro?

Perciò al dr. Burioni, il noto virologo strenuo paladino delle vaccinazioni, quando dice che l'industria farmaceutica avrebbe più interesse a non vaccinare perchè guadagnerebbe di più coi farmaci necessari a curare le malattie cui si verrebbe esposti per la mancata vaccinazione, si potrebbe rispondere che si tratta di un'analisi semplicistica della questione.

Prima di procedere alla spiegazione però devo ricordare, come premessa, che a Big Pharma interessano solo due cose: che il paziente non muoia, perchè se muore ovviamente ha finito di essere la sua gallina dalle uova d'oro, ma allo stesso tempo non deve guarire, dato che anche in questo caso perderebbe un potenziale cliente. Perciò ben venga qualsiasi rimedio atto a rimuovere i sintomi quel tanto che basta per continuare a farlo campare, ma che non impedisce al paziente di avere ricadute future o un'evoluzione della sua patologia.

Venendo dunque ai vaccini, molto semplicemente i casi sono due: o funzionano o non funzionano.

Nel primo caso, dato che generalmente le malattie per cui esiste il vaccino sono potenzialmente mortali, si assicurerebbe dunque la sopravvivenza del soggetto vaccinato, che per di più sarebbe poi esposto a tutti i possibili effetti collaterali del vaccino che la medicina ufficiale ovviamente non riconosce;

Nel secondo è evidente che, non essendo efficaci, ci sarebbero di conseguenza le malattie che i vaccini non sono stati in grado di prevenire, perciò in entrambi i casi l'industria farmaceutica ha la sua convenienza.

E a proposito del dr. Burioni, nel suo tentativo di smontare le varie accuse nei confronti dei vaccini ha affermato, fra l'altro,  che le cause dell'autismo sono genetiche ma, da profano quale sono mi sembra che qualcosa non torni: se le cause sono genetiche significa che una data caratteristica si trasmette passivamente di generazione in generazione e perciò la sua incidenza dovrebbe rimanere invariata... a meno che non intervengano altri fattori esterni, come ci insegna l'epigenetica. Dunque questa tesi non spiega l'iperbolico incremento di casi cui stiamo assistendo.

Ma a fronte di tutto questo schifo adesso vorrei invece spendere due parole per un evento assolutamente senza precedenti, la già menzionata serie di documentari, "The Truth About Vaccines", messa in rete dal 12 al 19 aprile scorsi (una puntata al giorno di 75 minuti ciascuna) consistente in una vasta e capillare inchiesta "super-partes" sui vaccini con lunghe interviste a ben 54 esperti (!!!). Il promotore, Ty Bollinger, che precedentemente aveva realizzato una fortunata serie analoga sul cancro, "The Truth About Cancer", tiene a precisare che il documento non è nè pro-vaccini, nè anti-vaccini, ma si  propone di fornire disinteressatamente e senza preconcetti ideologici tutta l'informazione oggi reperibile nel modo più oggettivo possibile sul controverso tema. Insomma il messaggio che il documentario mi sembra voler trasmettere è che se vaccinare in alcuni casi può aver senso ed essere conveniente, per poter decidere liberamente il come e il quando è necessario avere un'informazione a 360° che finora non è mai stata disponibile (opinione da me condivisa).

Mi piacerebbe proprio vedere che faccia farebbe Burioni dopo aver visionato tutto questo enorme preziosissimo materiale inedito e sapendo che la trasmissione ha avuto un enorme successo (e naturalmente non c'è bisogno di essere un indovino per prevedere che a questo epocale evento mediatico nessuno dei mass media farà il minimo accenno).

La buona notizia è che la registrazione di tutte le puntate (più materiale extra) è ora disponibile in DVD il cui ricavato sarà in parte devoluto in beneficenza. Un documento dunque imperdibile per chiunque abbia veramente a cuore l'argomento; quella cattiva è che l'opera è in lingua originale e, come presumo, non sono nemmeno previsti i sottotitoli con traduzione.

Questi in estrema sintesi gli argomenti principali trattati nelle singole puntate:

  • Primo episodio: La storia dei vaccini, il vaiolo, la sicurezza dei vaccini, l'attuale programma dell'agenzia CDC (Centro di Controllo Malattie).
  • Secondo: Cosa c'è in un vaccino? Sono efficaci i vaccini? E la polio?
  • Terzo: Un'analisi in profondità dei vaccini per morbillo, orecchioni e rosolia e per difterite, tetano e pertosse.
  • Quarto: Influenza, vaccini antinfluenzali, contro il pneumococco e l'immunità di gregge.
  • Quinto: Sotto esame il vaccino per il papilloma virus e quello per l'epatite B, la sindrome della morte improvvisa e del bambino scosso.
  • Sesto: Un'occhiata al CDC e a come governo e industria fanno sempre più affermazioni false per screditare scienziati che sollevano domande su certe politiche; inoltre vaccini per la varicella, rotavirus e retrovirus.
  • Settimo: Immunità naturale, omeoprofilassi e libertà di scelta.
Prima di concludere non posso esimermi dal menzionare la brutta notizia della radiazione dall'albo dei medici del dr. Gava, il più famoso obiettore della pratica vaccinale in Italia, che ho appreso proprio mentre stavo ultimando questo post.

Che dire?  Si tratta di un gravissimo episodio che non può che confermare alla grande il clima da Inquisizione in cui ci troviamo da me appena illustrato. Con questa caccia alle streghe appena iniziata siamo ormai sull'orlo della guerra civile, la cui sola alternativa non può essere altro che intensificare come non mai l'impegno nel fare controinformazione.

Al coraggioso medico va tutta la mia sincera solidarietà e l'augurio che i suoi avvocati riescano a far annullare la vile sentenza.

Chiudo con una frase tratta da "Bambini sani senza medicinali" del dr. Robert S. Mendelsohn, probabilmente il medico più scomodo  della storia per le sue spietate critiche alle pratiche ortodosse della medicina moderna.

"Non esiste alcuna prova scientifica convincente del fatto che si possa attribuire alle vaccinazioni di massa l'eliminazione di alcuna malattia infantile. È vero che alcune malattie infantili, un tempo assai diffuse, sono diminuite o scomparse da quando sono state introdotte le vaccinazioni. Ma nessuno può affermare con certezza la causa, che potrebbe essere il generale miglioramento del tenore di vita. Se le vaccinazioni fossero la  causa della scomparsa di queste affezioni, ci si potrebbe domandare come mai siano scomparse contemporaneamente anche in stati, come l'Inghilterra, dove la vaccinazione di massa non è obbligatoria."

Dott. Robert S. Mendelsohn
(Professore aggregato presso il dipartimento di Medicina Preventiva e di Salute Pubblica della scuola di medicina Abramo Lincoln dell’Università dell’Illinois; articolista dell’albo nazionale giornalistico “The People’s Doctor”, Direttore medico presso l’Ospedale Americano Internazionale di Zion, nell’Illinois; Ex-Direttore Nazionale del servizio di consulenza medica, progetto Head Start; Ex-Presidente della Commissione d’Esame per l’Esercizio della Medicina nello stato dell’Illinois.)

 
Michele Nardella 
 
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Le cure proibite osteggiate dalle multinazionali del farmaco
Marco Pizzuti

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9 commenti:

  1. Ciao! Io che sono sempre stata favorevole ai vaccini (almeno a quelli storici, e partendo dalla mia sostanziale ignoranza dello specifico tema) sto prendendo con grandissimo fastidio questo clima da Santa Inquisizione - come hai giustamente detto e ti appoggio al 100%: cioè, gente che si attacca all'accordo all'interno della comunità scientifica come criterio di oggettività andrebbe rispedita a scuola immediatamente sia per reimparare a ragionare sui dati forniti (metodo scientifico!) sia per ripassare da zero la storia della scienza. Cioè, se non fosse ridicola tutta questa levata di scudi in difesa di una pratica magari buona ma non indiscutibile, ci sarebbe da ridere e parecchio: stiamo assistendo a una radicalizzazione fatta APPOSTA per bypassare la discussione, e tutta la ggggente che pensa di essere istruita perché ogni tanto legge due libri scientifici è la peggiore perché da appoggio a quel che non sa senza averne vere basi teoretiche. Per tacere dei tecnici della scienza, cioè coloro che se va tutto bene diventeranno scienziati dopo una vita di pratica e riflessione, quelli che leggi su fb e non sanno nemmeno ragionare sui fondamenti della scienza. Robe da matti! Ma tu non sai quanto io sia scandalizzata..

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  2. Grazie per il tuo commento che ovviamente condivido in pieno.
    Saluti.

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  3. Mi sembra giusto che una persona che non sa niente di medicina e che si è informato in merito ai vaccini guardando una trasmissione tv, si senta in dovere di dire la propria a riguardo! D'altra parte, al giorno d'oggi basta guardare masterChef per essere un gran cuoco o Inkmaster per saper tatuare. I poliziotti guardano Gomorra per capire come arrestare i camorristi. Basta scrivere un sintomo a caso su google per avere tutta la bibliografia a riguardo! Per una terapia si va dal farmacista, che è un commerciante e pertanto portato al profitto, ma del farmacista ci fidiamo perché ci vende l'omeopatia!
    Ma fatemi un piacere!

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  4. Sì, certo, la solita solfa, la solita scusa che chi non è laureato con 110 e lode non ha diritto di parlare (ne ho parlato nell'articolo, no?).
    Ma fammelo tu il piacere!
    Per parlare è sufficiente avere un cervello e saperlo usare stando ai fatti e io l'ho dimostrato (ho ricevuto plausi a non finire).
    Perciò è inutile arrampicarsi sugli specchi quando non si hanno argomenti.
    La verità è che chi vuol capire capisce, chi non vuol capire cerca solo pretesti.

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  5. Bell'articolo ricco di spunti di riflessione. Grazie!

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  6. Buonasera,
    credo nella validita' dei vaccini,specie se utili per evitare pandemie mortali.Quello che non mi torna (avendo visionato i dati ISTAT) e' che i dati di mortalita' relativi a meningite,morbillo,sono nella norma da anni e non giustificano un decreto legge cosi urgente come questo varato dalla Lorenzin.

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  7. Infatti è quello che dicono in molti. Bisogna poi considerare che l'incidenza di queste malattie è soggetta ad ampie fluttuazioni negli anni, come si può verificare andando a spulciare nella storia anche recente, mentre l'allarmismo di questi giorni è solo un pretesto per portare acqua al mulino di chi ha interesse a promuovere le vaccinazioni.

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