lunedì 6 marzo 2017

Con "La Grande Via" Franco Berrino è tornato... alla grande!


E' proprio di pochi giorni fa l'annuncio della scoperta di un gene riconosciuto come responsabile dell'invecchiamento, notizia che sarebbe davvero sensazionale...  se non fosse l'ennesima di questo genere (leggi qui). 

L'illusione di poter trovare l'elisìr di lunga vita e possibilmente lontana dalle malattie è stata coltivata fin dai tempi più antichi, come ci ricordano gli alchimisti del medioevo, e adesso che la sempre più approfondita conoscenza della genetica ci ha dischiuso nuovi orizzonti finora insospettati ha ricevuto nuova linfa per ammaliare perfino gli scienziati.

Purtroppo la stessa epigenetica, la branca più avanzata e affascinante della genetica, ma anche, diciamolo pure, il semplice buonsenso ci dicono che nella realtà le cose non sono così semplici, che l'invecchiamento e le malattie ad esso legate sono processi troppo complessi e dipendenti da tanti fattori, solo in parte conosciuti, implicati in complicate interazioni, perchè un solo semplice farmaco o uno specifico intervento sul genoma possano farci ottenere i risultati sperati senza rischiare di interferire su un delicato equilibrio.

Almeno questo è ciò che pensa il Prof. Franco Berrino e che si legge nella sua seconda avvincente fatica letteraria (di cui è co-autore assieme al Prof. Luigi Fontana), "La Grande Via" (stesso nome dell'associazione dagli stessi fondata), un'opera che non esito a definire enciclopedica per la summa di conoscenze in tanti campi disparati del sapere di ogni epoca e tradizione culturale che contiene.

Sapevo della grande cultura dell' emerito scienziato e dei suoi interessi interdisciplinari (anche per averlo conosciuto personalmente), ma non immaginavo fino a questo punto: Il libro è pieno zeppo di citazioni di filosofi, saggi, scienziati, aforismi e notizie di ogni genere a supporto delle sue affermazioni, dimostrando che la scienza più aggiornata e l'antica saggezza empirica e intuitiva sono due strade complementari nient'affatto incompatibili e che l'esigenza di integrarle non è mai stata così attuale per superare l'impasse della crisi mondiale in corso. Un concetto che riecheggia quello di un illustre predecessore, come dirò appena più avanti, ma applicato in modo più specifico al campo della salute.

Vorrei dunque subito precisare che non si tratta del solito trattato di nutrizione, come si sarebbe indotti a pensare conoscendo il personaggio (che oltretutto nel presentare il libro durante il programma tv "Porta a Porta" ha parlato solo dei pericoli della dieta moderna, con particolare riferimento al consumo di carne, un intervento che secondo me avrebbe potuto essere più incisivo), o facendosi condizionare dalla figura della spiga di grano che campeggia in copertina.

Si tratta invece di molto di più, un lavoro a 360° che verte su  ogni aspetto della salute sia individuale che planetaria, qualcosa di singolare nella sua visione olistica che domina tutta l'opera, i cui unici termini di paragone che mi vengono in mente sono i saggi di Fritjof Capra, scienziato olistico per eccellenza. Salute dunque intesa nel senso più ampio del termine con tutti i fattori che vi entrano in gioco e di cui la prima parte (delle cinque che costituiscono l'opera), quella appunto dedicata al cibo, non rappresenta con le sue 136 pagine neppure la metà di tutto il libro.

In questa, nel sintetizzare i concetti già ampiamente espressi nel libro precedente "Il Cibo dell'Uomo" (che non è mai troppo ripetere), l'autore si sofferma su alcuni punti non approfonditi prima, come l'importanza cruciale di mantenere il peso forma, senza trascurare il tipo di distribuzione del grasso e il suo significato clinico (occhio ai falsi magri!) 

Un'indagine sulle popolazioni più sane e longeve al mondo e sulle loro abitudini da cui emergono conclusioni in parte prevedibili (diete frugali prevalentemente vegetali, ma non solo) che hanno la controprova nel fatto che non esiste alcun esempio accertato di ultranovantenni o centenari fra i seguaci delle diete iperproteiche tanto millantate, il che rappresenta dunque il colpo di grazia per diete come la paleo, la Atkins e compagnia bella (o brutta?). Stranamente però non si fa menzione dei leggendari Hunza (forse perchè anche loro hanno conosciuto il declino conseguente alla loro occidentalizzazione in tempi più recenti?)

Si parla poi dei miti a proposito delle diete vegane e vegetariane, dei loro pericoli potenziali e di come evitarli e a tal proposito mi sembra il caso di riportare alcuni dati che faranno certo strabuzzare gli occhi a molti (che però non sorprendono più di tanto chi conosce la macrobiotica, che indica nel pesce il migliore fra i cibi animali), ma tant'è: 

Monitorando 73mila Avventisti del Settimo Giorno (una setta religiosa che vive in California) si è riscontrata infatti una riduzione della mortalità rispetto agli onnivori del 9% fra i seguaci della dieta latto-ovo-vegetariana, del 15% fra i vegani e del 19% fra i pesco-vegetariani (vegetariani che però includono il pesce); inoltre per il cancro intestinale si è visto che i vegani sono il 6% meno a rischio, i latto-ovo-vegetariani  il 18%, mentre i pesco-vegetariani lo sono al 43%! Risultati del resto confermati dallo studio EPIC

Non meno interessanti sono le informazioni sulle proprietà benefiche dei vari alimenti, come pure sui loro eventuali o potenziali effetti avversi  e dunque i suggerimenti su come prepararli e assortirli per ricavarne il massimo beneficio possibile, sfatando fra l'altro il mito che vuole i cibi crudi sempre e comunque preferibili a quelli cotti. Continuo però a non capire perchè, nonostante il nostro Berrino non abbia mai fatto mistero della sua simpatia per la macrobiotica, non si sia mai soffermato a parlare delle straordinarie virtù delle alghe marine, in grado fra l'altro di chelare metalli pesanti e altri veleni ambientali favorendone così l'eliminazione;

E per concludere questa prima parte dedicata al cibo gli autori fanno notare che la possibilità di godere di una vita lunga e sana è in buona parte determinata  fin dal concepimento e poi durante il periodo di crescita anche dopo la nascita, quando cioè si definiscono e si completano le caratteristiche costituzionali. In questo gioca un ruolo importante, oltre alla dieta della madre durante l'attesa, il microbiota di origine materna che va a colonizzare l'intestino del neonato già al momento del parto.

Non è possibile accennare a tutti gli argomenti toccati nel libro, soprattutto quelli delle rimanenti quattro parti dedicate alle altre sfere di influenze che contribuiscono a determinare la nostra salute e soprattutto la nostra realizzazione come esseri umani consapevoli e socialmente utili.

Se vogliamo ottenere il massimo dalla vita, a ribadire che non ci sono scorciatoie, dobbiamo abbandonare l'idea di affidarci ai soliti specialisti, a formule standard, a pillole magiche e integratori. Perfino una dieta ottimale arriva fino a un certo punto perché, per quanto importante, la dieta serve a metterci nelle migliori condizioni possibili di agire, evitandoci malattie, sofferenze e in definitiva limitazioni e inefficienza, ma poi dobbiamo stimolare corpo e mente lavorando su noi stessi per scoprire la nostra strada personale affinché si sviluppino le nostre piene potenzialità. E' questo il messaggio che il libro vuole trasmettere, riconoscendo la saggezza insita nell'antico detto "mens sana in corpore sano", come pure nell'altra celebre frase iscritta nel tempio di Delfi, "Conosci te stesso". Ben vengano dunque via sana e dinamica all'aria aperta (l'importanza dell'esposizione alla luce solare, non solo per la sintesi di vitamina D, è ben spiegata), sport, Hata Yoga, Tai Chi Chuan, arti marziali, meditazione se il corpo è sufficientemente forte e flessibile e la mente non troppo distratta da pensieri ed emozioni negative o sofferenze. Il vero progresso si ottiene insomma quando tutti i fattori sono ben coordinati.

E se certe correlazioni con la salute sono risapute (ad esempio l'importanza dell'attività fisica, del giusto sonno, di evitare  fumo, droghe, stress e le emozioni negative), il bello di questo libro è che i suoi autori riescono in ogni caso ad aggiungere particolari nuovi e per niente scontati che finiscono con l' arricchire e completare le nostre conoscenze e dunque a rafforzare le motivazioni a compiere determinate scelte.

Per esempio, sapevate che durante il sonno profondo le cellule hanno modo di rimuovere la sostanza beta-amiloide, quella che induce neurodegenerazione fino a condurre all'Alzheimer? E che l'adeguata assunzione di vitamina D attraverso la luce solare non è affatto scontata, data la grande quantità di fattori in gioco? E che la sua carenza può portare non solo all'osteoporosi, ma anche ad alcuni tipi di cancro, sclerosi multipla, diabete tipo 1, artrite reumatoide, morbo di Crohn e perfino disturbi mentali?

Alla luce di tutto ciò dovremmo riflettere sul perchè, nonostante per la prima volta nella storia disponiamo di così tante conoscenze scientifiche che vanno a confermare le intuizioni e la saggezza delle tradizioni più antiche, ci siamo ridotti sull'orlo del baratro, visto che, non soddisfatti di aver rovinato la nostra salute, stiamo distruggendo anche quella del nostro pianeta.

La risposta naturalmente si trova nel libro, ma io non voglio dilungarmi ulteriormente, lasciando così ai lettori la sorpresa di scoprirlo.

Voglio solo aggiungere che il libro in questione, nonostante sia uscito da pochissimo, è già un grosso successo a giudicare da quanto se ne sente parlare in giro, perciò si può ben dire che, come c'era da aspettarsi, ancora una volta il nostro piccolo-grande uomo ha colto nel segno.

 

Michele Nardella 

La Grande Via Franco Berrino Luigi Fontana La Grande Via
Alimentazione, movimento, meditazione per una lunga vita felice, sana e creativa
Franco Berrino, Luigi Fontana

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4 commenti:

  1. Grazie a te, Francesco, mio affezionato lettore.
    Persone come te mi danno lo stimolo di aggiornare sempre chi mi segue delle novità che reputo più meritevoli.

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